


 |
LA STORIA DEI LUOGHI
Questa terra che ha
origini
antichissime, fù
chiamata dai greci
Promontorium
Minervae, per la
presenza del tempio
dedicato alla dea
Minerva; inoltre, è
certa la presenza
del tempio di Apollo
nei dintorni del
fiordo di Crapolla
dal quale ha preso
il nome, e certo, ma
non ancora
localizzato, il
celebrato tempio
dedicato al culto
delle Sirene, così
come descritto dagli
storici Plinio, Strabone e
Aristotele.
Nerano deve con
molta probabilità il
nome che porta a
Tiberio Nerone
imperatore romano,
che scelse Capri
come sua residenza
estiva preferita.
Dall’isola azzurra,
l’imperatore si
spostava con le sue
navi sulla costa, e
colpito dalla
bellezza della
Marina del Cantone,
decise di costruirvi
una ulteriore villa
oltre alle dodici
capresi. Dal nome
dell’imperatore,
viene “neronianum”,
e quindi, l’odierna
Nerano. Curioso il
fatto che a distanza
di circa duemila
anni, ancora oggi,
gli ospiti illustri
che visitano Capri,
si spostano a bordo
di ben più comode
barche, verso la
costa di Nerano, per
un tuffo nelle acque
cristalline di un
tipico colore blu
verde, o per godere
le prelibatezze
gastronomiche dei
ristoranti del
luogo.
Nel corso dei
secoli, il villaggio
di Nerano, che
originariamente era
uno dei casali
massesi, ha subito
le controversie
vicende storiche
della penisola
sorrentina, tra le
quali, spiccano le
crudeli e devastanti
scorribande dei
pirati saraceni, che
videro Nerano
protagonista suo
malgrado del
saccheggio avvenuto
il 13 giugno del
1558 ad opera di
Pialì Pascià. Le
armate turche
sbarcarono sulla
marina del cantone
con 2000 uomini,
mentre la flotta di
120 galere si spostò
sul versante del
golfo di Napoli; la
popolazione
spaventata dalle
navi scappò verso la
collina, ma vi trovò
i pirati che nel
frattempo avevano
già devastato Nerano.
Furono commessi
crimini inauditi,
culminati con la
deportazione di
circa 1500 massesi
verso
Costantinopoli.
Nell’ultimo secolo,
invece, Nerano ha
vissuto nel periodo
delle due guerre
mondiali, il dramma
degli stenti e della
fame; inoltre in
questo periodo vi fù
l’apertura della
cava della baia di
Jeranto, nella quale
trovarono lavoro in
molti , e quindi
l’arrivo e la
successiva
integrazione di
diversi minatori
dalla Sardegna, che
hanno cambiato con
il loro apporto di
usi e
costumi, l’aspetto
etnico e
folckloristico del
paesino.
Oggi, Nerano è un
centro balneare, di
notevole importanza
in penisola
sorrentina, ed è
universalmente
conosciuto anche
oltre i confini
nazionali, oltre che
per la bellezza
della sue coste e
del sue mare, dei
suoi fondali e delle
sue grotte
sottomarine, per la
prelibatezza della
gastronomia locale
di cui i famosi “spaghetti
con le zucchine”
ne sono il piatto
principe. |